Martedì, 24 Aprile 2018 Scritto da
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PASSAPORTO EMATICO, LA PORTAVOCE MARIA PISANI: "IL NUOVO PARLAMENTO LO INTRODUCA, PUÒ SALVARE LA VITA"

“Il diritto allo sviluppo psicofisico passa anche per la tutela della salute. Nell’anniversario della morte di Andrea Fortunato chiediamo al nuovo Parlamento di riprendere la proposta di legge sul ‘Passaporto Ematico’ ferma da anni in Commissione.

Lo dobbiamo ad Andrea e a tutte quelle vite spezzate sul campo da gioco che potevano essere salvate". Lo ha dichiarato la portavoce del Forum Nazionale Giovani, Maria Cristina Pisani, ricordando Andrea Fortunato, il giovane calciatore della Juventus e della nazionale italiana, scomparso a soli 23 anni il 25 aprile del 1995 per le conseguenze della leucemia. Il Forum Giovani sostiene la battaglia del fratello del calciatore, Candido, per l’introduzione del passaporto ematico destinato ai giovani sportivi. L'obiettivo è quello di riprendere la norma che mira a prevenire gli eventi luttuosi che colpiscono gli sportivi, rendendo obbligatori i controlli dei valori ematici e cardiaci, indispensabili per il rilascio del certificato di idoneità.
“La prevenzione è lo strumento migliore per tutelare la salute, per rilevare eventuali anomalie, disturbi fisici o altre patologie e permettere di intervenire tempestivamente a favore della salute soprattutto dei giovani”, ha spiegato Pisani che sottolinea come “la proposta è finalizzata a sostenere lo sport, la salute e le innumerevoli azioni educative e sociali che l'attività fisica agevolano”.
“L'iniziativa parte dalla consapevolezza che sia fondamentale rafforzare la prevenzione nello sport, soprattutto tra le giovani generazioni. Molti tragici incidenti sui campi – ha proseguito Maria Pisani - ci obbligano oggi ad adottare misure efficaci per ridurre al minimo l’incidenza, attraverso adeguati strumenti di controllo in grado di identificare le maggiori condizioni di rischio. Il Passaporto Ematico sarà fondamentale per il rilascio del certificato di idoneità che potrà essere dato solo ai giovani sportivi a partire dai sei anni di età ove i controlli ematici e cardiaci obbligatori avranno dato un esito negativo.
L'attività sportiva e la pratica non solo agonistica sono strumenti fondamentali di crescita per le giovani generazioni. Affinché questa funzione possa compiersi nella sua pienezza è fondamentale prendere in considerazione il diritto dell'individuo e della collettività a tutela della salute - come da articolo 32 della Costituzione - di chi svolge attività sportiva”- ha concluso Pisani.