Mercoledì, 15 Marzo 2017 Scritto da
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SANITA’: PISANI, CONTRASTIAMO DISTURBI ALIMENTARI A PARTIRE DAL CAMPO DELLA MODA

"A soffrire di anoressia e bulimia sono 2,3 milioni di giovani, soprattutto donne con un indice di mortalità che ne fa la seconda causa di morte tra i ragazzi di età compresa fra i 12 e i 25 anni.

Da tempo l'ideale di bellezza a cui siamo abituati è quello di corpi longilinei, estremamente magri e innaturali. E’ proprio per questo che nei prossimi giorni presenteremo la nostra proposta di legge “Misure per il contrasto ai disordini del comportamento alimentare nel campo della moda”. Perché la comunicazione è un ingrediente fondamentale nel duro percorso di prevenzione e contrasto”. A dichiararlo è Maria Cristina Pisani, portavoce del Forum nazionale giovani, in occasione della Giornata nazionale del “Fiocchetto Lilla” contro i disturbi del comportamento alimentare.

“Nel 2015 - sottolinea Pisani - il legislatore francese ha stabilito che per esercitare la professione di modella è necessario ottenere un certificato che attesti lo stato di buona salute, tenuto conto anche dell'indice di massa corporea. Chiunque contravvenga a tale previsione è punito con la reclusione fino a sei mesi e con una multa di 75mila euro. Israele ha vietato la pubblicità di giovani donne con un IMC inferiore a 18,5. In Spagna dal 2006 tutte le modelle devono sottoporsi a visita medica prima di sfilare. Non basta un codice di autoregolamentazione: una modella con 91 cm di fianchi non può essere rifiutata perché troppo grassa. Occorre disciplinare la materia in maniera più vincolante rispetto a quanto non assicurino oggi i codici etici adottati. Sanzionare la violazione con l'irrogazione di multe che disincentivino la non osservanza. C'è bisogno che le regioni, le strutture sanitarie, istituiscano programmi per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare, in linea con le più recenti indicazioni ministeriali per contrastare la diffusione dell'ideale di magrezza e sviluppare una capacità critica relativa ai modelli identitari e corporei veicolati da pubblicità e media. La magrezza non è bellezza - conclude - è felicità in ogni forma".