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Il Forum dei Giovani scrive a Monti e ai Capi di Stato UE: «per uscire dalla crisi, investite sui giovani!»
ROMA - In occasione del Consiglio Europeo di oggi, il Forum
Nazionale dei Giovani e il Forum Europeo della Gioventù hanno
scritto ed inviato una lettera al Premier Monti e a tutti i Capi di
Stato dell'Unione Europea, per chiedere a gran voce, a nome dei 96
milioni di giovani che vivono nell'Unione, scelte coraggiose ed
investimenti per il futuro delle nuove generazioni.
«Ci appelliamo a Voi - si legge nella lettera - per un visibile,
forte e comprensivo investimento nei giovani in quanto priorità
fondamentale per la crescita, la stabilità, e il benessere della
società nel suo insieme: un nuovo coraggioso patto per i Giovani!
(...) Il livello vertiginoso di crescita della disoccupazione
giovanile e i connessi crescenti livelli di povertà ed esclusione
sociale sono i risultati non solo della crisi economica, ma anche
della mancanza di un reale investimento finanziario nei giovani e
nelle strutture a loro supporto».
La lettera, firmata dal Presidente Forum Europeo della Gioventù
Peter Matjašič e del Portavoce del Forum Nazionale dei Giovani
Giuseppe Failla, continua mettendo in evidenza i limiti delle
politiche finora attuate dall'UE in favore dei giovani e la
necessità di un radicale cambio di rotta:«Non investire nei giovani
ha un costo. La disoccupazione giovanile costa ai contribuenti
approssimatamene 100 miliardi di Euro all'anno in 21 Stati Membri.
Queste cifre rappresentano solo alcuni dei molteplici costi che
l'Unione e gli Stati Membri sostengono per non investire
adeguatamente nei giovani. (...) Investire nei giovani è
redditizio. In tempi di crisi, è indispensabile assicurare la
produttività. (...) Nell'attuale budget dell'Unione, i Giovani non
sono sicuramente una priorità. Attualmente, solo lo 0,1% del budget
UE è utilizzato per fornire fondi per i programmi giovanili. Ciò è
ancora più evidente quando si compara l'attuale programma Lifelong
Learning, che ha un budget di solo 7 miliardi di Euro per un
periodo di 7 anni, con altri programmi europei. L'ammontare
dedicato al programma Gioventù in Azione per l'intero ciclo
settennale è minore dell'ammontare speso dall'UE per sovvenzionare
il settore viticolo nel solo anno 2011. Bisogna cambiare!».


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