Campagne e progetti

Giù le mani dai bambini

www.giulemanidaibambini.it

La Campagna "Giù le Mani dai Bambini" è stata insignita della "Targa d'Argento" del Presidente della Repubblica Italiana On. Giorgio Napolitano in occasione della Giornata Mondiale dell'Infanzia 2007.

 

Il Comitato

"Giù le Mani dai Bambini" è il più rappresentativo  Comitato italiano sui disagi dell'infanzia. Questo Comitato raggruppa oltre centosessanta tra Università, Ordini dei Medici, associazioni genitoriali, socio-sanitarie e di promozione sociale, che rappresentano tramite i propri iscritti oltre 8 milioni di italiani.

La scommessa è stata quella di aggregare in un comune tavolo di lavoro realtà diverse, non solo quelle del settore pediatrico, che si sono impegnate a mettere a disposizione una quota del proprio tempo e risorse per sostenere progetti e campagne sociali a favore dell'infanzia, in particolare dei bambini italiani.

"Giù le Mani dai Bambini" si sta impegnando in questi anni in un grande progetto nazionale di informazione-formazione che, in soli due anni, è diventato una campagna di grande visibilità sui temi della farmacovigilanza per l'età pediatrica mai avviata in Italia.

 

La Campagna

La Campagna "Giù le mani dai bambini"  ha distribuito nelle scuole, negli ospedali e alle famiglie  italiane centinaia di migliaia di  pubblicazioni, nelle quali è spiegata la tendenza, negli ultimi anni,  a sottoporre i bambini età scolare e pre-scolare a terapie prolungate a base di psicofarmaci - al fine di risolvere problemi che andrebbero invece probabilmente affrontati con metodologie pedagogiche ed educative.

Il caso più eclatante è quello della cosiddetta "sindrome da deficit di attenzione e iperattività", meglio conosciuta con l'acronimo inglese ADHD, "malattia" che viene ormai diagnosticata fin dal primo anno di età e la cui "cura" prevede la prescrizione di psicofarmaci, terapia le cui linee guida sono contestate da associazioni di genitori, insegnanti, medici e giornalisti per la loro eccessiva genericità, che porrebbe a facile rischio di abuso nella somministrazione a bambini ed adolescenti.

È una vera e propria tendenza, quella di "schedare" bambini irrequieti e indisciplinati come "malati mentali": sono ribelli, "creano problemi", ed il farmaco diventa apparentemente il modo migliore per tenerli a bada.

Questa situazione è il risultato, secondo autorevoli fonti mediche,  del preponderante modello medico-biologico della psichiatria odierna, che riconduce ogni problema psicologico o comportamentale a disfunzioni di carattere strettamente fisiologico, tralasciando invece altre possibili cause quali quelle sociali od ambientali.

Ecco quindi che chiunque, inclusi i bambini, potenzialmente può diventare un soggetto interessato da cure psichiatriche invasive: in Italia, oltre 800.000 bambini sono già stati etichettati come potenziali destinatari di questo genere d'interventi terapeutici.

"Spesso un bambino ha solo necessità di essere ascoltato con attenzione. Non etichettare tuo figlio. Ascoltalo!"

Per ulteriori informazioni visita il sito. 

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